Laboratorio di Scrittura³:HOME > Immaginazione > Racconti > Storie intimiste
Cosa sono i racconti intimisti? Sono storie in cui si dà voce ai sogni, le paure, le speranze di persone comuni e straordinarie.
Se anche tu ami scrivere racconti psicologici e intimisti, puoi inviarli a Shiningarden: li leggeremo e pubblicheremo in questa sezione.
Nel frattempo, dai un’occhiata alle storie già pubblicate e se qualcuna ti colpisce inviaci il tuo commento. Buona lettura!
Scritto da Dario de Giacomo, 01 marzo 2010
La cecità! Sarebbe un sollievo per me ora?
Appena sveglio ho accostato di nuovo l'orecchio alla finestra, per sentire le voci del mare.
La stanza dove abito è tutta un pullulare buio di ombre, che sfilaccia la solidità delle pareti.
È una strana giornata di ardori spenti.
Se ripenso all'inizio, a come tutto è proseguito dopo, penso che sarebbe inutile accecare di bianco le mie pupille.
Intorno a me un sentore di vita salmastra.... [LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Miriam Carnimeo, 01 marzo 2010
L'uomo nero ha sempre avuto mani vanitose, ciondolavano stanche all'inizio, stremate dalle fuliggine e dagli acidi che gli corrodevano la pelle fino alle ossa. Di notte però cambiavano, alla luce della luna gli sembravano di nuovo belle, con armoniche dita dipingere paesaggi sempre verdi, di quelli che non conoscono stagioni, se non quella che risponde ogni giorno con la vita alla morte pressante di ogni sogno colpito a morte.
Il mattino come una ruota sempre... [LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Miriam Carnimeo, 13 febbraio 2010
Una camicia bianca sporca tra le braccia, lo sguardo fisso su un muro che puzzava, ora appesantito da schizzi di sangue fresco, di un rosso viscerale, di una densità che, a paragone, era simile ai colori ad olio di mio padre, così preziosamente conservati nella loro scatola di legno. Le porte allora si chiudevano in fretta, le urla si strozzavano tra cuscini e lenzuola di cotone, i miei occhi in grosse mani dai pugni stretti, colpire, colpire, senza controllo un corpo che mai sarebbe riuscito ad opporsi, nè pregando o imprecando. Una notte rimasi sola con... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Miriam Carnimeo, febbraio 2010
L’ennesima partenza nel viaggio di una vita...
Ancora abbracciata alla notte, guardo i primi occhi di luce venir fuori dal morbido grigiore.
I sassi della strada sono ancora illuminati dalle stelle basse ed i neon riflessi sui piccoli tavolini, lasciano spiare scarpe rosse di donne dietro muretti e finestre crepitanti di fuochi e coperte avvolgenti. La pioggia lucida di specchi, ondeggia su figure di ombrelli dietro porte che chiudendosi fanno vibrare l’acqua... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Miriam Carnimeo, gennaio 2010
L’apertura palpita.
Una grossa ferita come occhio si lascia notare.
Da quanto tempo è li?
Ripulita dalle pause da me stessa, e nei brevi momenti di luce.
Verrebbe voglia di coprirla o ricucirla, ma la posizione ed il suo ricordo hanno reso ormai possibile l’anomala... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Dario de Giacomo, dicembre 2009
Sul mio corpo ruderale non cresce l’erba. Con questa consapevolezza, stamattina, mi sono insinuato di nuovo nei vicoli stretti di una città qualsiasi affacciata sul mare.
Dentro ho l’ansia furiosa che cerca madonne antiche, di cappella in cappella, per strappare una grazia.
Sto frugando tra i miei pensieri, nell’acqua sporca... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Graziella, 07 marzo 2009
Meraviglioso! Sono in treno, ho quattro ore di tempo a MIA disposizione, posso fare quello che voglio, scrivere quello che voglio… Non succedeva da circa ventidue anni.
Non è per fare facile vittimismo, ma la mia realtà.
Quando ero adolescente scrivevo, scrivevo, di qualsiasi cosa: pizzetti con la mia amica del cuore, Ave, lettere a tutti che non spedivo, fogli di riflessioni segrete... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Shiningarden
L'atmosfera giusta sarebbe stata quella che solo il suono di un pianoforte avrebbe potuto creare. E magari, perché no, ci sarebbero stati bene anche un violino, una viola… una chitarra elettrica e una batteria! O forse era semplicemente quella l'atmosfera giusta: lo sciacquio delle onde, i gabbiani in cielo, i passi di qualche solitario visitatore... [LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Shiningarden
"Pronti? Voi siete i prossimi", con la scaletta in una mano l'addetto indicò loro il palco e si dileguò già proiettato verso la successiva esibizione. Il gruppo attendeva sul retro. Dal palco si potevano sentire le grida di gioia del pubblico, la loro voce che si univa a quella del cantante durante il ritornello. Un ultimo grido di delirio prima che le note della canzone si perdessero nell'aria... [LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Shiningarden
Tutto è silenzio. La neve cade soffice, ma insistente. Un manto candido ha ormai coperto l'intero quartiere. Fa molto freddo. Poche luci illuminano le vie che conducono ad ogni abitazione. Tutto è silenzio. Una porta viene aperta con violenza. Grida. Rumori forti riempiono l'aria silenziosa... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Shiningarden
La morbida trapunta azzurra si era improvvisamente fatta ruvida e sgradevole al tatto.
Seduta a gambe incrociate, gli occhi fissi sulla porta davanti a lei, una mano in grembo, l'altra convulsamente stretta a quel pezzo di cielo senza vita.
Quello che inizialmente aveva accolto come un fastidioso senso di inappagamento si era lentamente... [ LEGGI IL RACCONTO]
Scritto da Shiningarden
Attacca il tuo carro ad una stella.
Quella era stata una delle estati più torride che io ricordi. Ogni estate, puntualmente, il paese veniva bruciato vivo dai mille piccoli focolai che si sviluppavano qua e là, senza preavviso, un po' per sfortuna un po' perché alle volte la stupidità umana può raggiungere livelli indicibili... [ LEGGI IL RACCONTO]
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